Lui & Lei
il passaggio
19.10.2013 |
16.715 |
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"Durante l'inverno ci furono ancora una dozzina di appuntamenti, sempre in tre e solo a casa di Dania, poi con la mia famiglia ci trasferimmo in un'altra regione e non seppi più nulla di loro..."
Ho viaggiato molto in autostop da giovane, specialmente da minorenne dato che non possedevo neanche il motorino. Ho conosciuto gente di tutti i tipi e mi è capitato di rifiutare passaggi perchè non mi fidavo dell'aspetto di chi me li offriva.I miei genitori naturalmente erano contrari e quando potevano mi portavano e mi venivano a prendere o mi affidavano a conoscenti o parenti. Una di queste conoscenze era la nostra vicina: Paola, una signora la cui casa frequentavo spesso poichè ero coetaneo di uno dei due figli. Una bellissima donna, alta, formosa, ma soprattutto con un portamento unico; molto severa con i figli tanto da averne una soggezione imbarazzante. Era ormai più di un anno che si offriva per darmi passaggi, a volte in compagnia del figlio ed a volte da solo, quando un giorno mi chiese di accompagnarla da un'amica prima di lasciarmi ed io accettai.
Una volta giunti a casa della sua amica trovai un'atmosfera molto accogliente e tra chiacchiere, the e biscotti iniziarono gli apprezzamenti nei miei confronti, prima solo da parte della sua conoscente e poi anche da parte di Paola. La cosa, per me allora diciassettenne, non poteva che farmi piacere e stando al gioco mi mostravo, mi levai la t-shirt mimando uno striptease e preso dall'eccitazione mi levai anche i jeans. A quel punto provai un pò di imbarazzo, ma per tutta risposta Dania da brava padrona di casa iniziò a sbottonarsi la camicetta con fare sensuale e cominciai ad intravedere i suoi splendidi seni racchiusi in pizzo nero che mi fecero immediatamente esplodere una erezione marmorea.
Loro ridevano divertite mentre io cercavo di nascondere il gonfiore delle mutande e aspettavo che anche Paola iniziasse a denudarsi, ma non lo fece. La sua amica mi chiese se avessi mai visto una donna nuda, e senza aspettare risposta si alzò la sottana mostrandomi le cosce abbronzate, poi si alzò in piedi, aprì la lampo e molto lentamente si sfilò la gonna. Mi fissava con uno sguardo seducente ed io ero smarrito, in preda di un'eccitazione stupefacente; accortasi di questo si avvicinò, mi mise una mano sul petto, iniziò ad accarezzarmi e scese fino ad arrivare a sfiorare il cazzo con le punta delle dita.
Qualche istante dopo lo prese in mano, iniziò a stringerlo e rivolgendosi a Paola disse che avevo un uccello molto bello e grande, mentre l'altra porca che iniziava a rilassarsi le rispose che ero ancora in fase di sviluppo e che sicuramente avrei fatto felici molte donne. A quel punto successe quello che avevo sognato innumerevoli volte: la mia cara vicina si alzò, si spogliò completamente (mentre l'altra smaneggiava con la mia fava ed io le baciavo i capezzoli), si inginocchiò ai miei piedi ed iniziò a succhiarmelo avidamente. Dania accarezzava me e la sua amica, sorrideva, poi concentrò le sue attenzioni sul culo dell'amica che baciò ed accarezzò a lungo iniziando ad usare sempre più insistentemente la lingua. Paola ansimava mentre mi spompinava divinamente, fino a quando si girò, prese il mio cazzo in mano, lo appoggiò al suo buchino caldo ed accogliente e me lo spinse dentro. Cominciai a pompare come un torello mentre guardavo il suo corpo scultoreo, il suo culo che sbatteva contro il mio ventre e le due amiche che si baciavano e si accarezzavano intimamente.
Ero al settimo cielo, mi sentivo un dio, avrei voluto che quel momento durasse un'eternità. Sentivo che l'uccello era sempre più duro e pulsante, lo sentiva anche Paola che cercava di smorzare urla di godimento sempre più animalesche, poi mi disse che voleva essere riempita di sborra e dopo qualche istante le venni dentro con lei che mi spingeva con tutte le forze contro di sè.
Ci pensò Dania a pulire quelle poche gocce che ancora uscivano dalla mia cappella gonfia quando uscii dal buco ora dilatato della compagna. Restammo a toccarci ancora per un pò, poi ci rivestimmo, e dopo un pò io e la mia cara vicina levammo il "disturbo".
I nostri incontri durarono per tutta l'estate, mediamente con un incontro ogni due settimane, poi Dania si sposò e al primo incontro dopo il matrimonio (dopo circa due mesi) ammise che in quel periodo di astinenza non aveva aspettato altro. Durante l'inverno ci furono ancora una dozzina di appuntamenti, sempre in tre e solo a casa di Dania, poi con la mia famiglia ci trasferimmo in un'altra regione e non seppi più nulla di loro. Un passaggio indimenticabile, non credete?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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